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Compositore, musicologo ed animatore di molteplici attività culturali, sensibile alle tendenze dell’arte musicale del XX secolo, restò tenacemente legato alla matrice culturale friulana, preoccupato dell’essere e non del parere, mai mettendosi in primo piano e con umiltà ed attenzione, attento a non prevaricare, con quella discrezione e quel tratto che contraddistinsero il suo cammino fino alla fine, quando se ne andò in silenzio, come era vissuto. Compiuti gli studi liceali, si diplomò in pianoforte nella città natale, nella classe di A. Ricci, ed in composizione a Trieste sotto la guida di Mario Montico e Antonio Illersberg. Dopo fruttuose esperienze nel campo dell’esecuzione cameristica e della direzione d’orchestra, fu dal 1939 al 1972 (esclusi gli anni in cui prese parte alle vicende belliche) docente di storia ed estetica musicale e di altre discipline all’Istituto Musicale «J. Tomadini», essendo testimone e protagonista del suo potenziamento ed alla cui biblioteca dette un indirizzo sistematico. Fu inoltre per molti anni titolare della cattedra di educazione musicale presso scuole pubbliche. Fu protagonista attivo della vita musicale udinese. Autore di studi storici e di lavori sinfonici, da camera, solistici e corali, ammirò il linguaggio sonoro del suo maestro Montico, sicuro sul piano tecnico e dotato di un personale vigore nel suo riferirsi alla tradizione. Già padrone del linguaggio tonale e modale, continuò ad arricchire la propria arte con elementi politonali ed atonali, attualizzandoli e personalizzandoli fino ad approdare al serialismo ed ai suoi sviluppi. Il Quartetto Pezzè è composto da giovani musicisti che coltivano con dedizione l’interesse per questo tipo di formazione da camera. È nato all’interno del Conservatorio ”J.Tomadini” di Udine dove è stato seguito dal m° A. Vianello. Ha approfondito la propria preparazione seguendo i corsi tenuti dal m° R. Repini presso la Fondazione ”L. Bon”, dal m° F. Rossi presso la Scuola Superiore internazionale di musica da camera del Trio di Trieste, dal m° B. Baraz, dal m° V. Berlinsky e dal m° B. Giuranna ai corsi estivi di perfezionamento di Portogruaro, dove ha anche ottenuto una borsa di studio; ha studiato con il Nuovo Quartetto Italiano durante il Festival di Musica da Camera di Asolo e ha frequentato il Seminario Internazionale ”Alpe Adria 2000” sotto la guida del m° L. Simoncini. Nell’Agosto 2001 ha frequentato a Cividale un corso di musica da camera tenuto dal m° V. Mendelssohn, con il quale ha anche eseguito il Quintetto K516 di W. A. Mozart. Ha partecipato alla 3° Rassegna Nazionale Biennale di Trio e Quartetto di Vittorio Veneto ottenendo il secondo premio ex-aequo. Ha conseguito il primo premio ex-aequo, nella categoria riservata alla musica da camera al VI Concorso Internazionale ”Premio Vittoria Caffa Righetti” di Cortemilia (CN). Ha vinto il terzo premio ex-aequo al Concorso L.Caraian di Trieste. Nel novembre del ’99 ha tenuto una tournée in alcune delle maggiori città della Spagna (Madrid, Alcalá de Henares, Toledo, León) ottenendo numerosi riconoscimenti. Il quartetto, oltre allo studio del repertorio classico, ha registrato musiche della compositrice C.Seghizzi e collabora con formazioni nell’ambito della musica jazz tra cui il G.Venier Trio con cui ha inciso la fiaba musicale Il vieli, il dragon e il cavalîr assieme a K.Gesing e il CD ”Gorizia” assieme a K.Weelher. Ha inoltre collaborato con ”Cinemazero” di Pordenone e con la ”Cineteca del Friuli” nell’esecuzione dal vivo di alcune colonne sonore di film muti tra cui La Sentinella della Patria recentemente uscito in CD e in video. Ha registrato per la Rai e la Radio Catalana. Esegue, assieme al fisarmonicista S.Zorza, composizioni di A.Piazzolla con propri arrangiamenti. Nell’estate 2000 il Quartetto ha compiuto un’altra tournée in Spagna per il ciclo ”Schubertiadi” presso Vilabertran (Barcellona) promosso dalla ”Juventudes Musicales de España”. È da poco uscito il CD ”Los Musicantes”, canzoni sudamericane arrangiate dal compositore V.Sivilotti e registrate dal Quartetto con le voci di L.Parmigiani e F.Drioli.
E’ partito da Pagnacco
il ciclo concertistico “Musica e canto in Friuli dal Medio Evo all’oggi” PAGNACCO. All’Orchestra sinfonica del Friuli-Venezia Giulia, diretta per l’occasione dal maestro Giuliano Medeossi, il compito di inaugurare l’altra sera nell’auditorium comunale (con replica ieri nella consiliare di Fiumicello) il ricco cartellone della seconda edizione di Musica e canto in Friuli dal Medio Evo all’oggi. Un concerto che solo parzialmente ha esaudito le linee programmatiche dell’iniziativa culturale voluta dalla Provincia di Udine al fine di stimolare la ricerca nel variegato e fertile mondo della musica friulana, ma che ugualmente ha trovato modo di porre felicemente in relazione l’opera e la personalità dell’udinese Piero Pezzè con Johann Sebastian Bach e Maurice Ravel, i quali, in un preciso momento della loro parabola creativa, prezioso e irripetibile per noi friulani, vollero gustare le raffinatezze stilistiche della Forlane, la danza che dalla Venezia rinascimentale dilagò in tutta Europa in molteplici elaborazioni colte spintesi nel cuore del Novecento; e Piero Pezzè stesso, compositore che Giuliano Medeossi predilige, riplasmandone con estroversa e sanguigna personalità le sideree ed essenziali prospettive linguistiche, della Furlana fu il più autorevole studioso nei primi anni Sessanta, allorquando volle dedicare a questo alto simbolo musicale un approfondito saggio musicologico. Il concerto si è aperto con l’Ouverture e la Forlane tratte dalla Suite BWV 1066 per orchestra di Bach, festoso preludio alle assorte e glaciali atmosfere dei Tre intermezzi (Intermezzo serale, notturno e mattutino) per orchestra d’archi del compositore udinese, composti nel cruciale anno 1976 e tenuti a battesimo da Giuliano Medeossi in un concerto tenutosi al Teatro Nuovo di Udine qualche anno fa. Le fosche e dense tinte attraverso le quali il direttore d’orchestra legge con sofferta interiorità l’apparentemente diafana e geometrica musica di Pezzè hanno convinto anche nell’esecuzione dell’ouverture Un viaggio di settembre, l’esecuzione migliore del concerto, partitura pensata per piccolo organico sinfonico a partire dal 1954 e per la prima volta diretta da Aladar Janes nel 1962, creazione ricca di neoclassici spunti costruttivi che recentemente ha trovato modo di essere apprezzata nella nostra regione e all’estero grazie a numerose esecuzioni. Arioso e disimpegnato il finale del concerto, la calligrafica e trasparente suite Le tombeau de Couperin (Prélude - Forlane - Menuet - Rigaudon) che Maurice Ravel ricavò nel 1919 dall’omonima, più vasta, raccolta pianistica; un’interpretazione spinta, ottimistica e scorrevole, dai colori abbaglianti e dalle ampie e spaziate arcate, che ha messo in luce una compagine orchestrale compatta e collaudata, particolarmente nel settore degli archi. |
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